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lunedì, 31 agosto 2009

10 domande

I credenti sono fondamentalmente dei malati di mente.
Mi sono sempre chiesto perché mai una persona che sostenga di parlare con gli elfi dei boschi venga messa sotto osservazione e seguita dai medici in un istituto psichiatrico mentre chi si professa obbediente agli ordini di un invincibile spirito invisibile che abita nel cielo possa fare il geometra, l'avvocato, il presidente di qualche cosa, partecipare ai concorsi pubblici, in poche parole condurre una vita normale come se niente fosse. Insomma, lo trovo ingiusto nei confronti degli amici degli elfi.
Il serial killer David Berkowitz, the Son of Sam, era convinto ad esempio che fosse il cane del vicino ad ordinargli le uccisioni. Non capisco proprio quale differenza ci sia con quelle persone che hanno martoriato per diciassette anni il corpo di una ragazza perché lo avrebbe detto loro dio. Anzi, trovo molto meno grave la condizione di Berkowitz, assai più plausibile: perlomeno il cane era lì, era visibile, una presenza reale e tangibile, abbaiava, quindi in qualche modo comunicava davvero e magari il povero assassino pazzo credeva di comprendere il linguaggio degli animali ed aveva scoperto che il cane aveva i suoi buoni motivi per commissionargli quegli omicidi. Ma i cattolici che seguono la voce del Signore sono milioni, David Berkowitz era uno solo! Beh, anche la peste colpiva tutti, ma non per questo era considerata uno stato di salute.
Ovviamente, come per ogni altra cosa, esistono diversi gradi di gravità. In fondo nessuno al mondo può dirsi perfettamente sano. D'altronde, cos'è la totale sanità e cosa la totale malattia? Chi e cos'è normale e chi e cosa anormale? Io stesso, ad esempio, mi sento accendere d'ira al solo salire su un autobus troppo pieno e forse sarebbe un comportamento più sano affrontare una simile banalità con maggiore calma. Nonostante ciò, ritengo di essere comunque meno grave di uno che, che so, suole masticare merda di capra per poi andarsene in giro a sputarla addosso a chiunque indossi una tuta verde.
Allo stesso modo, la malattia mentale della fede religiosa ha una scala di intensità che va dal flebile credente non praticante che non si pone neppure troppo il problema allo stadio da codice rosso: chi prende i voti.
Preti, frati, suore, sono dei veri e propri casi clinici. Andrebbero aiutati con carità cristiana, altroché.
Non mi viene nessunaltra definizione per descrivere chi, in nome di un vecchio barbuto volante, si priva da se stesso della propria libertà e si costringe quasi gioiosamente ad una vita di castigo, sacrificio, repressione, in vista di un giardino azzurro abitato da biondini alati.
Il sonno della ragione produce mostri e dove tutto  governato dal senso del peccato e dalla paura della punizione per mano di un'entità sovrannaturale, la ragione entra proprio in coma e sorgono aberrazioni inaudite.
Durante tutta la vicenda di Eluana Englaro il mio interesse è sempre stato catturato da alcuni particolari soggetti della vicenda, sovente nominati ma mai con la giusta attenzione: le suore che badavano al corpo della ragazza.
La suora, tra tutte le figure della chiesa, è quella che versa nella prigionia più esacerbata. Un prete od un frate, in una struttura maschilista e fallica come quella della religione, godono già di maggiore libertà. Si muovono di più, hanno minori restringimenti, hanno spesso modo di sfogare le loro pulsioni  ed in una condizione comunque repressiva non può che avvenire in maniere atroci come quella della pedofilia.
La suora invece, donna in un regime massimamente fallocentrico e patriarcale, il regime patriarcale per eccellenza, vive in uno stato di totale assoggettamento, una situazione di perenne schiavitù in cui ella stessa si  abbandonata e costretta.
L'assidua penitenza, la forzata astinenza imposta ed autoimposta, l'asfissiante innaturalità di uno stile di vita basato sulla condanna e sulla demonizzazione dei più semplici ed innocui piaceri, delle gioie più pure, rubano tutto a queste donne velate: la loro fanciullezza, la loro giovinezza, la loro maturità. Questo non può non incidere pesantemente sulla psiche. Private della loro femminilità, disumanizzate, diventano automi lugubri, striscianti, di una mansuetudine violenta che si fa placida crudeltà. Quella delle spose di Cristo è una crescita interrotta, bloccata dallombra tetra dellinginocchiatoio, che inghiotte freschezza ed ardore nelle sabbie mobili delli'mmobile grigiore, ove il diritto alla felicità negato per sempre. Un'esistenza immolata a far da moglie di nessuno, di un'idea astratta, di una leggenda mitica e mistica, crea sfaceli.
Una suora è un'eterna bambina che è sempre stata vecchia, una vecchia bambina che non è mai stata giovane.
Ecco, alla luce di tutto ciò, io me le immaginavo le suore addette alla cura di Eluana ed il pensiero mi angosciava. Le vedevo lì, tutte intorno a quel corpo esanime, a litigarsela infantilmente, a guardarsi in cagnesco con la faccia mite, no oggi la pettino io tu l'hai pettinata ieri, per domani la crema gliela spalmo io, uffa la voglio vestire io, che pizza non puoi sempre portarla a passeggio tu, con quei visi avvizziti troppo presto a giocare con Eluana come se fosse la bambola che non hanno mai avuto, l'amichetta a cui non hanno mai toccato il seno per scoprire cos'è un corpo, cosa sono le forme femminili, le loro forme, ricacciando nellabisso più buio della loro mente ogni loro desiderio erotico per vomitarlo fuori con i loro gesti resi viscidi e osceni dalla mano di dio.
E me le immagino disperate il giorno in cui papà Beppino, l'adulto cattivo, è arrivato con quella brutta ambulanza ed ha portato loro via il giocattolo
Eluana non era che una bambola per chi ha una testa troppo piccola su spalle troppo vecchie.
*
*

Post scriptum

A chi non fosse convinto che la fede religiosa sia una malattia mentale caldeggio la lettura di questo articolo, oppure di questaltro, o magari di questo sito. Non so, ditemi voi se vi sembra roba da individui nel pieno possesso delle proprie facolt mentali. Sta male, ma  viva, apre gli occhi e sorride, se la accarezzi  contenta Da bambini quasi tutti abbiamo parlato con i nostri giocattoli. Conferivamo loro unillusoria vita propria e finivamo per ritenerla vera. Arrivavamo a chiederci: Chiss cosa faranno quando non ci sono io, di cosa chiacchiereranno tra loro. Poco importava se qualcuno ci avvertiva che erano soltanto fantocci di plastica: non vi badavamo, non lo ascoltavamo neppure, poich per noi era importante fantasticare su quei pupazzi animati, ne avevamo bisogno, ci piaceva. Ugualmente, a nulla sono potute valere le varie spiegazioni: Guardate che  in stato vegetativo permanente,  come se fosse stata spenta, non c'è più Ma come?! Se mi ha appena confessato che ha una cotta per Big Jim!?.
Le hanno tolto cibo e acqua!, l'hanno fatta morire di fame e di sete! Non so, qui pare che tra ordinare al ristorante penne allarrabbiata e birra o venire alimentati ed idratati con un sondino sia la stessa cosa. Praticamente, a sentire questi, Eluana era una bella fica che veniva corteggiata dagli uomini, giocava a pallavolo, ogni tanto buttava due passetti in discoteca, finché un giorno il padre l'ha mandata a letto senza cena e lei  morta. E annamo, no, e daje.
Peraltro, non è buffo che coloro i quali gridano al delitto barbaro della sospensione della nutrizione artificiale siano gli stessi che l'hanno resa l'unica soluzione possibile grazie alla loro opposizione alle'utanasia, grazie alla quale sarebbe bastata una puntura? No, non  buffo.
A quelli che gridano: Eluana  stata ammazzata! auguro di fare la medesima fine.


(da http://sdrammaturgo.wordpress.com/category/religione-male-assoluto/)


giovedì, 27 agosto 2009

Gigi Buffon, la confessione

Eh, son notizie importanti da dare in prima pagina.

Ma CHECCAZZOCENEFREGAANOI  di te, della zoccola di tua moglie, e della tua squadra di ladri di merda???


mercoledì, 26 agosto 2009

Sei un bel tipo? Hai un gran successo con le donne? A lavoro sei il migliore e a all'università a volte riuscivi a mettere in ridicolo i professori? Sei sempre pieno di iniziative e molte volte esse si dimostrano vincenti e fruttuose? Ricevi valanghe di complimenti da intellettuali e persone di un certo spessore culturale? Hai una passione fortissima per qualcuna delle materie dello scibile umano e un'ottima cultura generale? Dici sempre quello che pensi e godi di grande autostima? Riesci a cavartela in diversi sport come calcio, sci, nuoto, palla a volo, equitazione e ping pong? Hai pubblicato qualcosa entro i 20 anni? Hai avuto un buon lavoro senza la minima raccomandazione perché, invece di frignare 24 ore al giorno contro il "sistema ingiusto ed antimeritocratico", hai deciso di usare 22 ore per combatterlo attivamente e solo due per abbandonarti alla lamentela da bar?(cazzo ma non dormivi mai?)
Ecco: se la risponsta ad anche solo la metà di questi quesiti è un sì, allora inizia a toglierti le mutande, tagliarti le palle, metterti in testa un cappello da somaro (dopo essertelo cosparso di cenere; ovvio) e ad appenderti un cartello al colo con scritto: "Tranquilli: non sono nessuno". In caso contrario, se vuoi concederti il lusso di non adoperarti in tutte queste simpatiche procedure auto-umilianti (tipiche delle persone "umili"), preparti a verderti scartavetrare lo scroto da una miriade multiforme e pressoché illimitata di mediocri senza speranza che, non avendo mai costruito una mazza di cui potersi tranquillamente vantare, passano le loro deprimenti giornate a regaalre prediche, morali e sermoni di diverso genere (ma tutti ugualmente inutili).Queste persone, in effetti, sono incazzate con il mondo non perché il mondo funziona male ma perché, semplicemente,  la loro imbarazzante pochezza a contribuire alla tristezza dilagante del globo.
Questi tristi e frustrati individui preferiscono passare l'intera esistenza a tentare goffamente di distruggere il prossimo, invece che a costruire se stessi. Hanno una sorta di paralisi al dito che si associa ad un disco rotto e stonato che gli suona nelle mente disoccupata che si ritrovano: "Tu sei un arrogante di merda" ti diranno. Oppure, se particolarmente fantasiosi: "Sei un saccente del cazzo".
Ecco se tu sai fare qualcosa meglio di loro non è che sei più bravo; sei semplicemente arrogante. Ed in effetti hanno proprio ragione: io non sopporto quel "saccente" di Marco Travaglio che osa saperne più di me sul giornalismo giudiziario, sui processi di Berlusconi e sulla mafia. Non potrebbe, Travaglio, essere un po' più umile e meno egocentrico e non ostentare la sua cultura? Non potrebbero, certi intellettuali che passano ore sui libri ed altrettante sul "campo" per formarsi, evitare di parlare di quello che sanno e tacere? Magari lasciare un po' di spazio ai vari opinionisti improvvisati che leggono mezzo libro che parla di mafia e si credono più competenti di Falcone e Borsellino messi insieme.
A proposito di Falcone e Borsellino: lo sapete che, prima che morissero ed in questo ipocrita ed insopportabile paese venissero visti da tutti (in maniera sacrosanta) come eroi nazionali, un buon 70% di giornalisti, avvocati, giudici, magistrati, politici e stronzi vari li accusava di "manie di protagonismo"? Lo sapete che, Falcone e Borsellino (così come Impastato) erano un po' egocentrici e arroganti? L'Italia  questa: tutti ossessionati dall'"umiltà" del prossimo...tutti così patologicamente attenti ad addittare l'arrogante di turno, da votare e far salire al governo chi, pallone gonfiato senza alcuna ragione, lo è sul serio.
E voi, studenti universitari del nuovo millennio: studiate con tanta pacatezza e rispetto le stronzate scritte su libri di diritto pubblicati nel 2003 (ma inseriti nei programmi del 2009) senza fiatare o contraddire il professore...non siate arroganti! Non incazzatevi perché vi costringono a studiare 12 ore al giorno per farvi prendere una laurea di merda che non vi servirà ad un cazzo se non ad essere scavalcati nei concorsi truccati. Questo paese io spesso lo odio per quanto  incommensurabilmente ridicolo...lo odio perché tenta ripetutamente di umiliare e zittire i talentuosi e promuovere sordidamente i coglioni (detti "umili") e i furbastri (detti "quelli che sanno campare"). Del resto bisogna ricordarsi di Socrate; del "saper di non sapere". Beh direi che sto Socrate c'ha veramente rotto i maroni e andrebbe un pochino riletto. Io so di non sapere tutto ma so di non poter essere così ipocrita da affermare di non sapere niente.
Meglio la vera arroganza che la falsa modestia; SEMPRE!
AMEN

( da http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/pages/Germano-Milite/52939271782?ref=ts; grassetti miei...)


domenica, 23 agosto 2009

"La televisione, se fatta ad arte, provoca piacere e interesse, cattura lattenzione e ci distrae dalla routine della nostra vita, specialmente quando le nostre vite reali sono monotone, vuote, prive di significato, alienanti o stressanti. Ci propone sempre degli argomenti pieni di attrattiva, dal pettegolezzo alla rissa in tv alla partita di calcio, alla tragedia in diretta con sofferenze e pianti in prime-time. Facilmente questo piacere pu produrre dipendenza e voglia di tornare ad accenderla, si incentivano, infatti, le serie, le telenovelas i reality, i telefilm o qualsiasi programma a puntate, in maniera da assicurare che lo spettatore abbia voglia di tornare a vederla il giorno successivo."

Eh sì.

(da http://eccocosavedo.blogspot.com/2009/05/come-controllare-le-masse-1introduzione.html )



sabato, 22 agosto 2009




D'altronde, se la gente non fosse fottutamente ipocrita aka "tutti finocchi col culo degli altri" non si spiegherebbero ghetti e inferriate alle finestre, e che la via dove 20 anni fa mi imboscava con la mia ragazza ha visto, col tempo, comparire le sbarre ai portoni degli interni, e ora anche una sbarra "globale" all'ingresso del passaggio privato...


martedì, 11 agosto 2009

E' complicata.
Ieri una discussione, tranquilla (abbastanza  ) sulle gabbie salariali: eravamo solo in 4 o 5, ma quanti pareri!
Mi ricordo quell'unica volta che son stato a un congresso, Italia dei Valori a Torino nel 2005: 4 gatti (200 persone) e una giornata intera a discutere di "qualsiasi cosa", dalla elezione di un rappresentante provinciale o quel che era, alla dimensione dei poster...

Complesso. E' la democrazia, d'altronde. E tutto ciò, considerando che si trattava di un partito tendenzialmente onesto

E poi siamo italiani: la ricchezza di idee è parte del nostro patrimonio genetico.

Eppure  affascinante: vorrei proprio fondare un partito.
Dove discutere delle idee: chiunque deve aver diritto di dire la sua, perché ciascuno ha il suo background. Come ieri, che ognuno ci metteva la sua esperienza, le sue sensazioni, i suoi auspici.
Tutti devono poter dire la loro, tranne quelli che parlano perché pagati!
In pratica, questo taglia fuori i berluscones e alcuni altri.

La Lega...
questo mucchione di beceri "i cui unici libri sono le guide del telefono"  in realtà io li ho sempre visti, e anche votati, come segno di "mi hai stufato".
C'era Craxi il supertangentaro? E allora Lega.
Al sud c'è mafia - perlomeno pi che al nord? E allora Lega.
A mente fredda, nessuno vorrebbe mai spezzare un Paese così ricco di spunti. Ma coltivarne i lati peggiori, o fare i "buonisti" senza arte ne' parte... non ha senso. E quando ti capita una PdM tristemente arrogante... la voglia di Lega ti riemerge in pieno!


sabato, 08 agosto 2009

Stavo giusto cercando una notizia divertente o ironica sulla Puglia, per continuare a sfottere le simpatiche teste di minchia che regolarmente incrocio... quando ecco:

lettera aperta di Nichi Vendola (di Marco Travaglio)


(in breve, il frocetto.. pardon, politico di sinistra.. si lamenta di essere vittima di indagini ingiuste/giustizia ad orologeria/spettacolarizzazione ecc.)

VACCA ZOZZA che telepatia!! e che è??!

Io mi spavento sempre di più di me stesso. Ma voi dovreste spaventarvi ancora di più

In effetti, sui forum stranieri mi trattengo di più, come già accennai qualche volta in passato: anche se c'è qualche perfetto idiota, o qualche arrogante di merda, io cerco di usare parole più gentili.

Non sai mai il loro esatto background.

In Italia (IN ITALIA!) è diverso.
Sapppiamo benissimo cosa sono i pugliesi, cosa sono i meridionali, cosa sono i berluscones.
E quando qualcuno/a fa una cazzata, non possiamo lasciargliela passare liscia


giovedì, 06 agosto 2009

E' un periodo in cui la Lega ripropone le solite cazzate localiste-regionaliste - al solo scopo di rubarsi qualche punto di "share politico", vista la sovra-esposizione berlusconian-puttaniera...

Ma in effetti non sono solo loro. Da sempre, noi "italiani" riusciamo a scontrarci col nostro vicino, col condomino, con quello dell'altro quartiere, dell'altra città (fastidioso, in una terra bella come la Toscana, vedere scritto sullo stadio di Pisa "livornesi siete solo merda" ecc....)

Non volevo per parlare di questo.
Stavo riflettendo su chi si "altera" di più quando qualcuno contesta la sua "locazione geografica".

Di recente godo a vedere il comportamento illogico, ipocrita e incazzoso di una pugliese; peraltro,  già successo in passato con altri suoi conterranei.
Per non parlare dei sardi, che da quando ho avuto "l'apoteosi della cliente di merda" in una zarra di Gonu che non capiva un cazzo ma è riuscita a impaurire quel coniglio dell'ex-socio... spesso sfotto: e allora si salvi chi può. Ma vabbe', io non contesto la "vena orgogliosa" - purché sia supportata dai fatti e non solo dal gonfalone.

Ma... a pensarci bene: un piemontese si incazza se gli dai del polentone o altro? E un milanese, se gli dici che evade le tasse e non ha cultura? E un romagnolo, se lo sfotti per qualsivoglia cosa?
I romani ridono - ridono su tutto. E' quasi difficile prenderli sul serio, figurati prenderli in giro e uscirne vincitori

Non so. Mi pare di no, così, a naso.
Forse perché il milanese c'ha i soldi, e puoi sfotterlo fin che vuoi. In altri posti, hanno tante persone oneste e tanti bei posti da visitare, ma sono immersi in... immondizia e mafia.
E non se ne riesce a venire fuori.


mercoledì, 05 agosto 2009

Gli esseri umani non finiscono mai di stupire, con i loro comportamenti. In realtà, seguono dei percorsi ben precisi, quanto ad etica - o meglio, ad anti-etica.

"E' più facile preoccuparsi per persone sconosciute e lontane, che per i propri cari"

Questa mattina, ricordando con piacere questo evento, a seguito di questo fatto di cronaca odierno, una certa tizia si è risentita (ancora) e mi ha detto che "sono troppo cinico".

E' vero.
E' evidente che ci sono delle differenze tra il modo di comportarmi e il vostro.

Io ho sempre detto chiaramente alle mie ragazze quando non provavo più per loro quello che sarebbe stato giusto provare, e ne ho subìto le eventuali conseguenze; ed ho rapidamente scoperto che ex-amici o ex-soci o in generale altri umani non facevano lo stesso. Tu, invece, risolvi il tuo dilemma diversamente...

D'altronde, io considero il fighettismo uno dei mali principali del nostro tempo, non tanto e non solo in quanto illogico e fastidioso, ma anche perché si fonda su quel senso di "esibizionismo", "cultura della fuffa", che allontana le persone (i giovani) dalla cultura e dal buonsenso, facendo credere che basti essere belli e fighi (per quanto non sia male ) per aver vissuto a fondo la propria vita; e che, tra l'altro, tutti possano esserlo.
Debellare chi diffonde questa cultura, o meglio ancora essere contenti del fatto che queste persone si siano auto-eliminate, è un bene per la comunità umana. Ma evidentemente tu non la pensi così.


Che ti devo dire? Vattela a prendere nel didietro... ! (non in senso letterale, questa volta )



lunedì, 03 agosto 2009

Vacanza in Grecia, 2 mesi fa.

Al Check-In in aeroporto, all'andata, un tizio mi aveva chiesto se avevo "liquidi" nel bagaglio a mano, e io avevo risposto di sì - un succo di frutta. Al che il tizio mi aveva detto che non potevo portarlo a bordo, e me l'ero scolato sul posto. Faceva anche caldo e così ..

Al ritorno, una scena simile. Una tizia mi fa aprire lo zainetto e controlla il contenuto: vede una boccetta di crema solare e mi dice "è superiore ai 100cc, non può portarla con sé..."
Io obietto che "non è una bevanda", ma la tizia è irremovibile. Tra me e me considero che ce l'avevo con me anche all'andata, non per altro ma perché quella crema "viveva" nello zainetto in caso servisse nelle gite del weekend al mare. Crema che, inoltre, uso pochissimo...

Insomma, la tipa è irremovibile. Mi dice che potrei metterla nel bagaglio nella stiva, ma ormai è un po' tardi. Così rifaccio il giro del Check-In, la butto in un cestino dell'immondizia, e torno.
Passo il controllo.
Bestemmio al pensiero dei quasi 10 euro buttati nel cesso per colpa dell'idiozia degli esseri umani.
Per vendetta, mi porto via un paio di copri-poggia-testa sponsorizzati col marchio della Compagnia Aerea
Due tovaglioli ci vengono fuori bene.

L'altro ieri, poco prima di andarmene dalla pensione a Firenze, apro il cassetto del comodino, così... tanto per un gesto automatico (non l'avevo nemmeno usato, per una sola notte).

Al suo interno, una boccetta di crema solare. Con le scritte in greco!